TIROIDE

Esami di Laboratorio

a cura del Dott. Guido Maria Meduri

ISTITUTO DIAGNOSTICO PROF. MEDURI

 

Il funzionamento della tiroide è regolato da un complesso sistema di controllo a cui partecipano l’ipotalamo e l’ipofisi. L’ipotalamo è un’area posta alla base del cervello mentre l’ipofisi è una piccola ghiandola situata sotto l’ipotalamo. Tra ipotalamo, ipofisi e tiroide vi è un continuo scambio di informazioni (denominato feedback) che mantiene nella norma i valori degli ormoni tiroidei (T3 e T4) nel sangue. Se il valore degli ormoni tiroidei si abbassa l’ipotalamo viene stimolato a produrre una sostanza denominata TRH che induce l’ipofisi ad aumentare il rilascio di TSH nel sangue. Il TSH a sua volta stimola la tiroide a secernere una maggiore quantità di T3 e T4. Se al contrario l’ipotalamo rileva una maggiore quantità di ormoni tiroidei nel sangue blocca la produzione del TRH riducendo di conseguenza la produzione di TSH da parte dell’ipofisi e quindi la secrezione degli ormoni tiroidei. Quando questo meccanismo per qualche motivo si interrompe si crea una situazione in cui la tiroide può produrre ormoni in eccesso (ipertiroidismo) o in minore quantità rispetto al necessario (ipotiroidismo).

Gli ormoni tiroidei sono costituiti dalla tiroxina, T4 e dalla triodotironina, T3; essi sono per il 65% costituiti da iodio.
Il 90 % della secrezione ormonale è costituito dalla tiroxina , il 10 % dalla triodotironina. Entrambi gli ormoni sono importanti in eguale misura, infatti una parte considerevole della tiroxina viene trasformata in triiodotironina nei tessuti periferici. Per produrre normali quantità di ormoni è necessario assumere con la dieta circa 1 milligrammo di iodio alla settimana. Per prevenire la possibile carenza di iodio, il sale da cucina viene spesso arricchito con ioduro di sodio.

Gli ormoni tiroidei vengono legati nel sangue a proteine che li trasportano nei tessuti e liberati all’interno di questi. E’ la forma libera che è biologicamente attiva, perciò quando gli ormoni vengono dosati nel sangue si usa dosare la frazione libera, indicata con FT3 e FT4.

Gli ormoni tiroidei hanno nell’organismo due effetti principali: aumento del metabolismo nella sua totalità e stimolazione della crescita nel bambino.
Gli ormoni tiroidei aumentano sia il metabolismo basale dell’individuo che l’attività metabolica di tutti i tessuti. Per metabolismo basale si intende l’entità della spesa energetica di un soggetto in condizioni di riposo, in stato di veglia. Ad esempio in un soggetto con aumento degli ormoni tiroidei si avrà un consumo energetico aumentato.
Gli ormoni tiroidei hanno inoltre un effetto sul metabolismo del glucosio e dei lipidi, aumentano la sintesi proteica , aumentano la contrattilità del cuore ed innalzano la frequenza cardiaca (nell’ipertiroidismo uno dei sintomi principali è la tachicardia)

Altri effetti riguardano l’aumento della motilità intestinale, della sintesi di eritropoietina, e del flusso renale e la filtrazione glomerulare; gli ormoni tiroidei stimolano inoltre la produzione endogena di altri ormoni (GH) ed hanno ruolo importante a livello delle funzioni riproduttive e regolano il trofismo di cute ed annessi.

Di seguito è riportato l’elenco degli esami di laboratorio comunemente utilizzati per la diagnostica tiroidea con i rispettivi intervalli di riferimento:

ORMONE TIREOTROPO (T.S.H.) VALORI NORMALI : 0,3-4,0 MUL/ML

Ormone specificamente deputato alla stimolazione della tiroide. E' prodotto dall'ipofisi anteriore sotto il controllo dell'ipotalamo mediante il TRH (Thireotropìn releasing hormone). Aumenta nell'ipotiroidismo primitivo legato ad alterazioni del parenchima tiroideo; diminuisce nell'ipotiroidismo secondario a deficit ipofisario. Può aumentare nell'ipotiroidismo subclinico, nella tiroidite autoimmune, durante terapia antitiroidea, nei gozzi disormogenetici

TRIIODOTIRONINA TOTALE (T3) VALORI NORMALI: 0,95-2,5 MMOL/L

Sintetizzata dai follicoli tiroidei, legata alla tireoglobulina, immagazzinata nelle cellule perifollicolari, viene secreta sotto la stimolazione del TSH. E' legata per il 70% alla tireoglobulina e per il 30% all'albumina. Aumento del T3 si osserva nell'ipertiroidismo primitivo (associato a TSH ridotto), nella T3 tireotossicosi, in alcune fasi delle tiroiditi infettive, nella fase iniziale della tiroidite di Hashimoto, nell'adenoma ipofisario TSH secernente, nelle T3 tireotossicosi, nel Plummer, nei gozzi iperfunzionanti, in alcuni tumori bronchiali o pancreatici, nelle sindromi paraneoplastiche, nella resistenza periferica agli ormoni tiroidei, nell'aumento della TBG, nella gravidanza, nelle malattie epatiche, nelle anemie emolitiche, dopo terapie con estroprogestinici, farmaci iodati ecc. Diminuisce nell'ipotiroidismo primitivo acquisito, nella ridotta richiesta metabolica periferica (sindrome a basso T3 o Euthyroid Sick Syndrome), nelle gravi malattie cachettizzanti nell'ipotiroidismo secondario e terziario, nelle ipoproteinemie, dopo terapie farmacologiche (ACTH, cortisonici, fenitoina, testosterone, propanololo, uso di mezzi di contrasto iodati, ecc.

FRAZIONE LIBERA DI T3 (FT3) VALORI NORMALI: 1,6 - 4,6 NG/DL

Rappresenta una piccola parte del T3 totale, non è legata alle proteine ed è la quota biologicamente attiva dell'ormone. La sua determinazione è un ottimo indice di attività tiroidea non essendo influenzata dalle variazioni delle proteine leganti l'ormone. Aumenta nell'ipertiroidismo, nella T3 tireotossicosi, nell'aumento della TBG, nella gravidanza, dopo uso di contraccettivi ecc. Si riduce nell'ipotiroidismo primitivo, secondario e terziario, nella diminuzione della TBG, dopo terapia con androgeni, nelle nefrosi, nel digiuno prolungato e nelle cachessie.

TIROXINA TOTALE (T4) VALORI NORMALI : 60-120 MMOL/L

Prodotto dalle cellule follicolari della tiroide è legato per il 60% alla tireoglobulina, per il 30% alla prealbumina e per il 10% all'albumina. E' da considerare come un proormone trasformato in T3 a livello dei tessuti periferici, prevalentemente nel fegato . Oltre che per lo studio della patologia tiroidea nell'adulto è il più importante esame da eseguire nella ricerca dell'ipotiroidismo congenito. Aumenta nell'ipertiroidismo (ad eccezione della T3 tireotossicosi), nell'ipertiroidismo factitio, nella resistenza periferica degli ormoni tiroidei, dopo somministrazione di farmaci (propanololo, desametazone, contraccettivi orali, prostglandine, amiodarone, levodopa ecc.), in gravidanza e nell'Euthyroid Sick Syndrome. Si riduce nell'ipotiroidismo, in alcuni casi di tiroiditi, nella riduzione di TBG, nel panipopituitarismo, nella sindrome di Cushing, nelle malattie epatiche, nelle gravidanze patologiche e nelle poliglobulie.

TIROXINA LIBERA (FT4) VALORI NORMALI: 0,8-2,1 NG/DL

Rappresenta una piccola parte del T4 totale, non è legata alle proteine ed è la quota biologicamente attiva. La sua determinazione è un ottimo indice di attività tiroidea, non essendo influenzata dalle variazioni delle proteine leganti l'ormone. Aumenta nell'ipertiroidismo, nell'ipertiroxinemia disalbuminemica familiare, in alcuni casi di Euthyroid sick syndrome, dopo terapie farmacologiche (aspirina, danazolo, propanololo ecc.). Si riduce nell'ipotiroidismo, nelle ultime fasi della gravidanza, in alcuni casi di Euthyroid sick syndrome, dopo terapie con fenitoina, metadone.

INDICE DI TIROXINA LIBERA (FTI)

Si calcola moltiplicando il valore della concentrazione di T4 per la percentuale dì saturazione del vettore proteico. Aumenta nell'ipertiroidismo vero. Può diminuire nelle gravi malattie generalizzate.

CALCITONINA
VALORI NORMALI: < 10 PG/ML

Ormone polipeptico prodotto dalle cellule parafollicolari dell'interstizio della tiroide. Esplica azione ipocalcemizzante, induce ipofostatemia, ha azione antagonista al paratormone. Aumenta nei tumori midollari della tiroide, in alcune neoplasie (polmone, mammella, carcinoidi, ecc.), in alcune tiroiditi, nell'ipercalcemia cronica, nelle nefropatie croniche, nella sindrome di Zollinger Ellison, in alcune emopatie, in età neonatale e nella gravidanza.


TIREOGLOBULINA PLASMATICA (HTG) VALORI NORMALI: 0-60 NG/ML

E' una glicoproteina presente in grande quantità nella colloide dei follicoli tiroidei. Aumenta in alcune forme di ipertiroidismo, di gozzo endemico o multinodulare, nelle neoplasie della tiroide. La presenza di anticorpi anti- tireoglobulina interferisce con il dosaggio dell'htg. E' un ottimo indice per valutare la validità del trattamento in caso di tumori tiroidei. Diminuisce nei deficit immunologici, in alcune infezioni virali, nelle leucosi, in alcune emopatie, dopo terapie con cortisone, citostatici, esposizioni a mezzi ionizzanti, ecc.

ANTICORPI ANTI TIREOGLOBULINA (AAT) VALORI NORMALI: <100 UI/ML

Aumentano nella tiroidite di Hashimoto, nel morbo di Graves, nelle tiroiditi croniche di De Quervain, in alcuni tumori della tiroide, nell'anemia perniciosa, in alcuni casi di tireotossicosi o di LES, raramente nella sindrome di Turner e di Down. Sono positivi anche nel 10% della popolazione sana.

ANTICORPI ANTI MICROSOMOTIROIDEI (AAM) VALORI NORMALI < 50 UI/ML

Aumentano nel mobo di Graves, nella tiroidite di Hashimoto, in alcune malattie autoimmuni, in corso di gravidanza. Sono presenti nel 10% della popolazione sana.

ANTICORPI ANTI TPO VALORI NORMALI < 100 UI/ML

Anticorpi sierici diretti contro l'antigene microsomiale tiroideo identificabile nella tireoperossidasi. Sono positivi in alcune forme di ipertiroidismo e di tiroiditi croniche, in alcuni ipotiroidismi mixedematosi ed in alcune neoplasie tiroidee.

ANTICORPI ANTI RECETTORI DEL TSH (LATS O TSI) VALORI NORMALI < 9 U/L

Sono immunoglobuline della classe IgG che si legano direttamente ai recettori per il TSH. Aumentano nel morbo di Graves, in alcuni casi di tiroidite di Hashimoto, nel corso di gravidanze, nelle tiroiditi autoimmuni.

PBI (IODOPROTEINE SIERICHE) VALORI NORMALI: 4-9 MG/DL

Esprime indicativamente la concentrazione degli ormoni tiroidei circolanti.

BEI (IODO SERICO ESTRAIBILE MEDIANTE BUTANOLO) VALORI NORMALI:3,7 - 4,9 MG/DL

Esprime la concentrazione di ormoni tiroidei circolanti (T3+T4) legati alle proteine.

TBG (THYROXINE BIDING GLOBULINE) VALORI NORMALI : 10-30 MG/L

E' una proteina che migra tra le alfa e le beta globuline deputata a veicolare gli ormoni tiroidei in circolo. Subisce variazione grossolanamente analoghe a quelle rilevabili dosando il T4

TEST DI STIMOLAZIONE CON TRH PER T3

Si determina il T3 dopo somministrazione endovenosa di TRH. Nell’ipotiroidismo di origine ipotalamica si riscontra aumento di T3. Nell’ipotiroidismo da lesioni tiroidee non si hanno variazioni di T3.

TEST DI STIMOLAZIONE CON TSH PER T3

Si determina il T3 dopo somministrazione di 300 U.I. di TSH. Nei soggetti normali si ha aumento del T3 di circa il 300%. Nell’ipotiroidismo primitivo a lesioni tiroidee non si hanno aumenti significativi.