ESAMI DIAGNOSTICI—MEDICINA NUCLEARE

La Medicina Nucleare è la branca specialistica della medicina che si avvale dell'uso di radionuclidi artificiali (sostanze debolmente radioattive) impiegandoli a scopo diagnostico, terapeutico e di ricerca biomedica.Al contrario delle immagini radiologiche, che vengono ottenute sottoponendo il paziente ad un fascio di radiazioni "x" e sfruttando l’attenuazione di queste ultime da parte dei tessuti del corpo per ottenere un’immagine su pellicola radiografica, le immagini medico-nucleari vengono ottenute per mezzo della rilevazione di radiazioni emesse da radiofarmaci distribuiti nell'organismo. E' quindi il paziente che emette le radiazioni ("gamma" o "x") che vengono registrate da apposite apparecchiature in grado di ricreare l'immagine corrispondente, tali immagini vengono chiamate "SCINTIGRAFIE”.

SCINTIGRAFIA TIROIDEA

Che cosa è ?

La scintigrafia tiroidea è un esame che si basa sulla iniezione per via endovenosa di Tecnezio - 99m pertecnetato radiofarmaco che viene captato dalle cellule tiroidee, perché si comporta in maniera analoga allo Iodio. L’esame può essere eseguito inoltre mediante somministrazione per bocca di Iodio
radioattivo (I131). La tiroide produce ormoni (T3, T4) che contengono nella loro molecola degli atomi di Iodio. Avendo la necessità di disporre di questo elemento, la ghiandola lavora attivamente trattenendo dentro di sé la quasi totalità dello iodio che viene introdotto con la dieta. Se viene somministrata una piccola quantità di Iodio radioattivo, questo viene assorbito dalla tiroide, che non lo riconosce diverso dallo iodio presente negli alimenti.

Come si esegue ?

Una volta somministrato il Tecnezio, si aspettano circa 20 minuti affinché quest’ultimo venga assorbito dalla tiroide e poi si pone il collo del paziente davanti ad una Gamma-Camera che è un apparecchio capace di determinare la provenienza delle radiazioni e di fornire un’immagine a colori differenziando le zone nelle quali si è avuta maggiore captazione del radiofarmaco (e quindi c'è una maggiore radioattività) da quelle nelle quali la captazione è stata inferiore. Se viene somministrato Iodio radioattivo bisogna attendere 24 ore affinché la captazione da parte della tiroide raggiunga il massimo livello.

Che risultati si ottengono ?

Si tratta di un'indagine che fornisce importanti informazioni sull'atteggiamento funzionale della tiroide, nonché sul comportamento funzionale dei noduli tiroidei . I noduli potranno essere quindi distinti in noduli “caldi” o iperfunzionanti e noduli “freddi” o ipofunzionanti. Tale distinzione è importante dal punto di vista clinico in quanto i noduli caldi sono più frequentemente di natura benigna mentre una piccola percentuale dei noduli freddi (circa il 5%) può essere un tumore maligno.

L’esame è rischioso ?

No, la maggior parte dei radionuclidi usati in medicina nucleare scompare completamente dal corpo del paziente nel giro di un giorno o due al massimo e la quantità di radiazione assorbita è paragonabile a quella di una normale radiografia. Per gli esami diagnostici non vi sono nemmeno problemi per coloro che entrano in contatto con il paziente dopo l’esecuzione dell’esame in quanto il livello di radioattività emesso è molto basso. Il rischio di reazioni allergiche è inoltre molto basso in quanto le quantità somministrate sono minime. L’unica limitazione all’esecuzione dell’esame è rappresentata
dalla presenza di una gravidanza in atto.

Il test di captazione tiroidea.

Si esegue somministrando per bocca dello iodio radioattivo e determinando dopo 3, 6 e 24 ore con un apposito strumento di misura la quantità di radiazioni presenti sul collo del paziente. Tale misura corrisponde alla percentuale dello iodio somministrato che è stato captato dalla ghiandola.

Nel soggetto normale e nelle malattie della tiroide con valori normali di ormoni tiroidei nel sangue i valori sono generalmente compresi tra il 10 e il 25% in fase precoce e il 20 e il 60% in fase tardiva; ogni variazione, e inoltre l’andamento della curva, permette di ricavare valide indicazioni sul ricambio metabolico della ghiandola.


In particolare, negli ipertiroidismi i valori possono arrivare fin quasi al 100% in fase precoce, con valori simili o più bassi in fase tardiva come espressione della precoce dismissione dello iodio radioattivo ; negli ipotiroidismi, invece, i valori sono inferiori alla norma sia in fase precoce che tardiva. In relazione con le immagini ottenute con la scintigrafia, i valori di captazione possono indicare stati di infiammazione ghiandolare acuta o subacuta, stati di carenza di iodio ed alterazioni legate all’uso di prodotti ad alto contenuto di iodio (ad esempio in alcuni incongrui regimi dietetici ovvero in corso di terapie con ormoni tiroidei).

La somministrazione dello 131I va eseguita a digiuno ed è necessario evitare, per un certo periodo di tempo antecedente l’esame, l’assunzione di qualunque prodotto che contenga iodio (ad esempio pesce e frutti di mare; sale da cucina iodato; farmaci contro la tosse; alimenti contenenti il colorante rosa E127, quali salumi, ciliegie candite e fragole sciroppate; integratori vitaminici a base di iodio, colluttori e dentifrici a base di iodio).

Il test di captazione dopo soppressione con T3 (Test di Werner)

Consiste nel porre a confronto l’esame eseguito in condizioni basali e quello eseguito dopo la somministrazione di 60-80 mcg/die di triiodotironina (T3) per 8-10 giorni, per valutare la dipendenza o meno della ghiandola dai meccanismi di regolazione ipotalamo-ipofisari.

E’ utilizzato correntemente per la diagnosi di “nodulo caldo” (adenoma autonomo funzionante, gozzo tossico nodulare), in particolare nelle forme con parziale inibizione del tessuto extranodulare (il nodulo caldo è visibile mentre la rimanente parte della ghiandola non si visualizza per fenomeno di inibizione riflessa), ma anche, nello stesso caso, per ottimizzare la dose da somministrare nella terapia radiometabolica.

Scintigrafia Total Body per la ricerca delle meta- stasi di tumore tiroideo

La scintigrafia si esegue per ricercare metastasi a livello del collo e a distanza in pazienti sottoposti a tiroidectomia totale per un carcinoma differenziato e con elevati livelli di TSH nel sangue.
Mediante questo esame è inoltre possibile valutare la presenza e la quantità di eventuale tessuto tiroideo funzionante che rimane dopo l’intervento. Le metastasi del carcinoma tiroideo follicolare e papillare possono captare lo iodio radioattivo: somministrando per via orale lo Iodio 131 ed effettuando una scintigrafia è quindi possibile determinare sede, numero e grado di captazione delle metastasi prima d’eseguire la terapia radiometabolica. Per eseguire l’esame il paziente deve essere a digiuno da 8 ore, inoltre per ottenere elevati livelli di TSH necessari ad una buona visualizzazione del tessuto tiroideo residuo e delle metastasi è necessario sospendere la terapia sostitutiva instaurata dopo l’intervento, seguendo la seguente prassi: 45 giorni prima dell'esame assumere T3; dopo 15 giorni sospendere anche il T3. È consigliabile per una buona valutazione dell'esame assumere un lassativo intestinale. L’esame richiede circa 1 ora e viene eseguito a 48- 72 ore dalla somministrazione del tracciante.

In presenza di un cospicuo residuo tiroideo, le metastasi possono non essere rilevabili in quanto lo iodio viene captato in modo preferenziale dal tessuto funzionante.
I composti iodati contenuti in farmaci e alimenti limitano la rilevazione delle eventuali metastasi , è necessario pertanto seguire le accortezze dietetiche già descritte per la scintigrafia tiroidea con I131.

Total Body con I131 che dimostra la presenza di abbondante tessuto captante a livello del collo in paziente operato per carcinoma tiroideo papillifero. Tale reperto è riferibile alla presenza di tessuto tiroideo residuo e a metastasi linfonodali.



ESAMI DIAGNOSTICI—ALTRE METODICHE

La TAC e la RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE non sono me- todiche di routine per la diagnosi di patologie tiroidee.
Il loro impiego è legato essenzialmente allo studio preoperatorio dell’estensione e del coinvolgimento delle strutture circostanti (grossi gozzi con impegno mediastinico o patologia tumorale più aggressiva).

La PET-TAC è una metodica che utilizza la fusione di i
mmagini ottenute con la TAC con quelle ottenute mediante una particolare gamma camera capace di rilevare le emissioni
radioattive di traccianti ad elevata energia ed in particola- re del Fluorodesossiglu
coso che ha un comportamento metabolico simile a quello del normale glucosio ed è quindi un ottimo indicatore di attività metabolica dei vari tessuti.

La PET-TAC trova applicazioni nel campo della patologia tiroidea per lo studio dell’estensione dei tumori tiroidei indifferenziati che hanno perso quindi la capacità di concentrare lo iodio e per la diagnosi differenziale di noduli tiroidei con risultato dubbio o sospetto all’ago-biopsia.




Ecografia Tiroidea

Che cos’e ?

L’ecografia tiroidea è un esame che consente di ottenere immagini della ghiandola tiroide. La tiroide è localizzata nella parte anteriore del collo, subito al di sotto del pomo d’Adamo, ha la forma di una farfalla con due lobi collegati da una sottile banda di tessuto chiamata istmo.
La tiroide fabbrica gli ormoni tiroidei (T3 e T4) che sono i principali regolatori del metabolismo dell’organismo. Mediante l’ecografia è possibile identificare la presenza di noduli tiroidei e valutarne le caratteristiche strutturali e l’andamento delle dimensioni nel tempo.